• copertina-libro-a-quattro-mani

  • ”A quattro mani”
    con Fauré, Debussy, Ravel – Edizioni ETS – 2010

     

    Con CD-Rom allegato – Introduzione di Luciano Alberti

     

    Tre grandi musicisti francesi a cavallo fra Ottocento e Novecento si cimentarono nella scrittura di tre raccolte pianistiche a quattro mani, pensate con lo scopo di Evocare, Immaginare o Raccontare. Dolly di Gabriel Fauré, Petite suite di Claude Debussy e Ma Mère l’Oye di Maurice Ravel sono testimonianza di come si possa ricreare con la musica la poesia dell’infanzia, l’atmosfera della Belle époque e il magico mondo delle fiabe in voga nella Francia del Grand Siècle. Nel volume si mette in luce l’importanza della Musica da camera e del suo insegnamento, grazie ad un’analisi storica e didattica che permette di scoprire, passo dopo passo, cosa significhi ascoltare, suonare ed insegnare tre capolavori della letteratura pianistica.
    Il pianoforte Pleyel del 1867, su cui sono state registrate le tre opere del cd allegato, con il suo timbro delicato e variopinto, farà da guida alla scoperta degli straordinari climi espressivi di un’epoca fra le più feconde della storia della musica.

     

    Pdf introduzione e indice

     

  • copertina libro storia della didattica

  • La didattica pianistica nella storia – Rugginenti –  2011

    La didattica pianistica è riuscita a farsi spazio nei secoli incoraggiando moltitudini di persone a percorrere la strada della musica; il valore sociale raggiunto dal pianoforte nel 19° e nel 20° secolo è stato di uno spessore senza confronti: da strumento ignorato alla nascita a insostituibile mezzo di intrattenimento sociale nella borghesia liberale dell’Ottocento, ed incarnazione dell’estetica di tutti i musicisti romantici. Il pianoforte si è fatto valere nei secoli diventando lo strumento principe dell’espressione musicale, e grazie alla vastissima letteratura a lui dedicata ha assunto il ruolo di assoluto protagonista della storia della didattica musicale.
    In questo volume si ripercorreranno sotto una luce nuova i grandi compositori del passato, sia nel loro ruolo di insegnanti (testimoniato dai numerosi scritti dei loro allievi e delle personalità a loro contemporanee), sia per il grande contributo di composizioni didattiche (o nate con questo scopo) che essi hanno donato al mondo. Si vuole così mostrare come sia stato possibile tramandare l’arte dei suoni a partire dall’epoca classica per arrivare al Novecento storico e contemporaneo: testimonianza dell’impegno continuo e consequenziale di una didattica del pianoforte che vive e parla da tre secoli.

    Pdf introduzione e copertina

  • IMMAGINE CASELLA

  • Ritratto del Casella Parigino – Annali dell’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento delle Arti e dello Spettacolo, Nuova serie, XII – 2012

    L’articolo riassume la vita del musicista nella capitale parigina e analizza la fase di formazione e l’influenza che la Francia e i suoi musicisti hanno lasciato nella scrittura compositiva dell’artista.
    L’articolo offre anche la prima traduzione italiana del trattato di Casella L’harmonie, «La Revue musicale», 6, special issue (April 1925), pp. 31–32.

    Articolo in versione pdf   – L’Harmonie

  • brahms_the_progressive2014

  • Brahms the progressive – Edizioni Hortus – 2014

    Robert Schumann scrisse di Johannes Brahms nell’articolo “Neue Bahnen” (“Vie Nuove”), apparso sulla «Neue Zeitschrift für Musik» nell’ottobre del 1853, presentandolo come l’uomo dell’avvenire e consacrando poeticamente l’inizio della carriera del giovane compositore. Molti anni più tardi, nel 1933, centenario della nascita di Brahms, Arnold Schönberg sconcertò il mondo definendo il compositore tedesco “Brahms il progressivo”, iniziatore di un linguaggio libero: “Fu un grande innovatore nella sfera del linguaggio musicale” e permise ai posteri “progressi senza restrizioni” dimostrandosi con la sua opera uno dei protagonisti della crisi del mondo moderno, attuale nella messa in musica del sentire umano e delle emozioni comuni, dalla gioia alla solitudine più totale. Brahms fu quindi definito, nell’arco di quasi un secolo, “nuovo” e “progressivo”, privo cioè di quell’accademismo che non è mai peculiarità del Genio.

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